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Caribe
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I mwbqCaribe, mwbgCaribales, mwbwKalinago, mwcaKaripuna (tutte denominazioni derivati dal termine proto-caribe mwcqkaripona "uomini") sono un gruppo di popoli mwcgamerindi che attualmente abita molte aree dell'America centrale e del Sudamerica. Fino al mwcwsecolo XV avevano una distribuzione molto più ampia che includeva la parte settentrionale del mwdaSud America e molte piccole mwdqenclave nel mwdgmare dei Caraibi.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
I Caribe o Carib sono considerati i "Naviganti della Preistoria in America", dando ispirazione al nome di un mare e dei circostanti territori, cosa che fa sì che erroneamente vengano circoscritti a questa regione. I loro centri di dispersione includevano le coste del mwegNicaragua, di mwewPanama, del mwfaVenezuela, della mwfqColombia e delle mwfgGuiane, e poi in profondità penetrarono nel continente per il fiume mwfwOrinoco e nel mwgaBrasile per il mwgqRio delle Amazzoni. Specialmente, furono uno dei primi gruppi ad abitare le mwggAntille, giungendo attraverso l'mwgwAtlantico ad altri punti come quella che sarebbe diventata la mwhamwhqEast Coast e infine, attraverso il mwhgfiume Mississippi, fino alla futura mwhwLouisiana.
Dal punto di vista linguistico sembra che esista un collegamento tra le mwiqLingue caribe e altre lingue dell'America Latina, motivo per cui Rodrigues e altri autori hanno proposto una famiglia linguistica più grande, Yê-Tupí-Caribe, sulla base di corrispondenze morfologiche irregolari comuni.cite-ref-1[1] Questa famiglia ipotetica includerebbe anche lingue parlate in Brasile, mwjwParaguay e mwkaUruguay. Oltre alle popolazioni del Pacifico come i mwkqtumacos in Colombia, potrebbero mostrare somiglianze linguistiche con le lingue Caribe, le lingue della famiglia del mwkgdipartimento di Chocó.
Espansione delle popolazioni caribe
La mwlqfamiglia linguistica caribe ancora oggi è una delle più diffuse dell'mwlgAmerica, non soltanto per il gran numero di lingue e tribù che la compongono, ma anche per una certa tendenza espansionistica dei caribe, che in questo modo fece sorgere differenze culturali molto marcate tra le varie zone di popolamento caribe, in seguito all'adattamento all'ambiente e ai contatti con altre etnie.
«Il navigante caraibico della preistoria penetrò nel continente avventurandosi per le numerose bocche dell'Orinoco, che misteriosamente lo indusse verso l'interno del continente, fino a risalire il fiume Meta dove un aggressivo torrente si oppose al loro addentrarsi, allora formarono la colonia Carichana (Karib-Ana) o Cariben.»
(Miguel Triana)
Toponimi segnati dal suffisso "ima"
Nella mwngtoponimia karibe, il suffisso mwnwima, registra le regioni raggiunte da questi navigatori mwoaprecolombiani di mari e fiumi. Nel mwoqnordamerica arrivarono a Yak-ima (mwogYakima), nel mwowMessico a Col-ima (mwpaVolcán de Colima), in Colombia a Tol-ima (mwpqTolima), in Venezuela giunsero a Rora-ima (mwpgTepuy Roraima) e spingendosi a sud, fino in Cile, giunsero a Lla-ima (Vulcano mwpwLlaima). Abbiamo innumerevoli oronimie nei sistemi montuosi americani; questo suffisso geografico mwqa-ima indicherebbe: "grande territorio".
Molti fattori antropologici permisero l'espansione dei Caribe per quasi tutta l'America; il primo e più ovvio, la grande destrezza nella mwqgnavigazione fluviale e costiera che consentì loro di superare ostacoli naturali e antropologici, fornendo loro la capacità di costituire grossi gruppi d'invasione. Il secondo fattore che li rese forti è stata la pratica della mwqwesogamia, che consentiva la creazione di famiglie miste mwrapoligamiche con un discreto grado di parentela, che comportava anche l'aumento di molte conoscenze di mwrqbotanica, mwrgittiologia, mwrwmedicina e delle tecnologie del mwsaneolitico, tramite la transculturazione. Questi incroci tra individui di etnie diverse irrobustì la genetica delle tribù risultanti e portò a una cultura più ampia e diversificata, il tutto sancito dalla abitudine antropofaga con la quale pretendevano (nella loro visione cosmologica) di appropriarsi della sapienza, dei miti e del coraggio delle altre etnie mwsgamerindie.
I territori occupati secondo i riscontri storici si estendevano dal nord del mwtaRio delle Amazzoni (mwtqcarijona, panares), fino alle falde della mwtgCordigliera delle Ande, dove si segnalano le tribù dei mwtwyukpas, caras, mocoas,cite-ref-2[2] chaparros, caratos, parisis, kiri-kiris, etc.; e dell'altopiano brasiliano fino alle sorgenti del fiume mwvaXingu: palmella, bacairi, nel Río Negro; Yauperis e Crichanas. In Colombia si diffusero per il mwvqRio Magdalena con le stirpi degli mwvgambigues, muizes, kolimas, mwvwpanches, kimbaes, putimanes e paniquitaes e navigando l'mwwqOrinoco nel suo affluente colombiano Rio Meta con i lignaggi dei tamanaco, tamaes, thahamíes, mwxqguakaes, mwxgkoriguages, kalkaes, yaporoges, yaguae e andakes. Nella mwywGuyana francese: mwzagalibis, accavois e calinas.
Contatti linguistici della cultura Caribe
Da evidenze linguistiche si ricostruisce l'estensione della cultura Caribe ai seguenti territori occupati: in America equatoriale e insulare troviamo i linguaggi: mwawPemón, mwbaYe'kuana o mwbqMaquiritare, Tamanaku, Chaima, Cumanagoto, Japrería (del mwbwVenezuela); i Tukana, il linguaggio Tama, carare-Opone, i mwcgYukpa e i mwcwCarijona (in mwdaColombia); akawaya, Macushi-Kapon, Kapon, Patamona, Macushi, Waimiri, Atruahí, Waiwa, mwdgSikiana (in Guayana); i Salumá, Sikiana, Waiwai, Wama, Akurio, Wayana-Trio, Apalaí, Arára, Pará, Ikpeng, Tiriyó, Wayana, Galibi, Kariña, Mapoyo, Eñepa, Yabarana (in mweaBrasile e mweqGuyana francese). Nell'America australe troviamo i linguaggi: Hixkaryána, i Wichí, Kaxuiâna, i Chiquitano, Bakairí, Kuikúro-Kalapálo, Matipuhy, al sud dell'mwfaAmazzonia e nel mwfqGran Chaco argentino.
Aspetti culturali
Organizzazione sociale
I Caribe si raggruppavano in clan familiari chiamati mwhqcacicazgos, mantenendo alleanze come popoli federati. Non risiedevano in villaggi, ma le loro gigantesche mwhgcapanne costruite in fango rinforzato con canna brava o foglie di palma (sistema noto come "bahareque") erano distanti tra di loro. Nella costruzione impiegavano travi portanti in legno, tetti in mwiapalma mwiqintrecciata, divisori e pareti interne di canne intrecciate, canna brava, alcuni tipi di mwigcactus. Le aree di lavoro annesse all'abitazione venivano chiamate mwiwcaney.
Attività economica
L'abbondanza nel mwjgmare dei Caraibi di grosse specie ittiche (mwjwcurvina, mwkaròbalo, mwkqmero, mwkgtartaruga marina, mwkwwahoo), tanto negli oceani come nei fiumi, consentì loro un'alimentazione altamente proteica. Gli indiani caribe conservavano per lungo tempo il pescato grazie a procedure come la salatura, l'esposizione al sole e al forte e costante vento, in qualche caso affumicavano il pesce. Cucinavano tramite la mwlagrigliata barbacoa, ossia utilizzando un tavolo di legno coperto di sabbia di spiaggia (che manteneva e distribuiva omogeneamente il calore). Spesso avvolgevano i cibi in foglie di mwlqbanana, procedura che portò lentamente agli involtini di mais noti come mwlghallaco iritari.
Nell'agricoltura, come in mwmaAmerica centrale, dominava il mwmqmais. Ma inoltre si nutrivano di mwmgpatate, "mwmwarracachas", "uchuvas", "mwnayucca", mandioca, mwnqcoca, mwngtabaco, algodón, mwoacacao, mwoqaji, "mwogachira", "mwowavocado", mwpafagioli, "mwpqqhuyama", "guayanas", "mwpwguaiaba", "mameys".
Decorazioni corporee
In genere queste etnie delle regioni tropicali avevano l'abitudine di non coprire i genitali o le natiche, e attraverso la nudità venivano distinte le classi di età. Anziani e adulti si coprivano con gonnellini di foglie o pelle, mentre le giovani donne non sposate rimanevano nude, come anche i giovani divenuti guerrieri da poco. Anche i bambini erano nudi fino a che non compivano quindici anni. Adoperavano pigmenti vegetali e minerali per la creazione di tinte cosmetiche, che oltre a fornire protezione contro insetti, erano principalmente un identificativo della famiglia, della tribù e del clan davanti alle altre etnie. Il tatuaggio sulla faccia, identificativo del nome di famiglia, è stato ampiamente descritto da ricercatori che hanno studiato i popoli mwqwkoriguages; questa tribù utilizza disegni stilizzati di colore nero, rappresentanti l'animale caratteristico della loro famiglia. Tra i disegni più comuni: mwrapipistrello, mwrqgiaguaro, mwrgragno e mwrwscimmia, molto simili a quelli usati dagli Embera e mwsqKarajá del territorio del mwsgRio delle Amazzoni e da un buon numero di famiglie appartenenti all'etnia caribe.
Aspetti antropologici
La modificazione del mwtqcranio è un aspetto culturale inequivocabile che permette identificare questi naviganti in tutte le regioni d'America, dal momento che usavano tavolette ortopediche sin da bambini per modificarne la forma.
(spagnolo)
«... por la disposición de cuerpos y cabezas porque en lo que mas cuidado ponen en naciendo los niños es en entablarles la cabeza con dos tablillas...»
(italiano)
«...per la disposizione dei corpi e le teste poiché pongono la massima cura alla nascita dei bambini nel rinchiudere loro la testa con due tavolette...»
(Fray Pedro Simoncite-ref-3[3])
Modificavano la forma delle loro braccia e gambe con l'uso di strette mwvapitas (corde di fibre intrecciate), perforavano il naso e il lobulo dell'orecchio, usavano corone in diversi materiali, maschere, diademi di penne, braccialetti e altri pendenti. In generale i caribe utilizzano spesso le decorazioni con penne di uccelli (nel fabbricare le quali sono molto esperti), principalmente tra le tribù mwvqojonas e mwvgmacusis. Fabbricavano le mwvwmwwahamacas delle dimensioni da un letto a quelle di una culla (tessute in telaio con fibre vegetali). L'incoronamento di mwwqcacicchi, altri riti e atti vari si tramutavano in feste, dove danzavano al ritmo di mwwgmaracas, fotuto, yaporojas e altre mwxatamboras, utilizzando bevande fermentate (mwxqChicha) provenienti da diverse piante. Queste feste erano animate da canti e da musica, ballavano danze imitando gli animali. Erano nuotatori molto abili. Tra le armi utilizzate da queste genti troviamo: lance, mwxgbodoqueras, archi e frecce, oltre alle mwxwmwyamacanas, le mwyqfionde e la mwygcerbottana.
Una delle tradizioni per noi più inquietanti è la mwzatassidermia umana, vincolo etnico dei Caribe, da loro giustificato come mezzo per catturare l'essenza totale o mwzqspirito della vittima, che gli europei, non comprendendo la dimensione spirituale di questi oggetti, giudicarono come macabri mwzgamuleti. Ad esempio possiamo citare l'ostentazione delle teste dei nemici ridotte a minime dimensioni, in uno stato superiore di mummificazione, con propositi religiosi.
Unioni familiari
Le etnie dei Caribe praticavano la mw0qpoligamia maschile per mw0gendogamia ed mw0wesogamia, quest'ultima con dimensioni antropologiche molto significative, in rapporto intimo con il carattere espansionista di quest'etnia. Si verifica anche l'esogamia in casi di unioni consensuali, raramente il mw1amatriarcato e più frequentemente varianti del tipo mw1qpatriarcale, seguendo accordi tra le famiglie (ad esempio possiamo menzionare il lignaggio dei Tama). Nelle unioni non consensuali, i Caribe dominavano le popolazioni nemiche, sterminando tutti gli individui di sesso maschile (nemmeno i bambini erano risparmiati), lasciando in vita soltanto le donne dell'etnia sottomessa, assicurando così la trasmissione del materiale genetico in modo patrilineare.
Antropofagia
Le cronache dei primi storici li descrivono come un popolo praticante l'mw2aantropofagia:
«Vedrai come molti popoli antropofagi aprono - o aprivano - il cranio dei loro nemici per mangiare parte del loro cervello, in un intento di impossessarsi così della loro sapienza, dei loro miti e del loro coraggio»
Dal loro nome: mw2wKarib, i mw3amw3qconquistadores spagnoli chiamarono questa condotta "caribelismo", che finì per evolversi nella parola spagnola: mw3gcaníbal, presto estesa ad altre lingue ("mw3wcannibalismo" in italiano).
La pratica del cannibalismo e altre caratteristiche come la diffusione per via marittima e fluviale, sostengono alcuni autori, mettono in relazione gli mw4qAna-Zasi o mw4gYuma (penetrati dal mw4wGolfo della California) con i lignaggi dei caribe in mw5aAmerica del Nord, che navigando attraverso l'mw5qOceano Pacifico raggiunsero la mw5gBassa California e successivamente l'intera costa occidentale del continente americano.
Le loro modalità espansionistiche li condussero a conquistare gli abitati che permettevano l'mw6aesogamia pacifica. Nei villaggi dove questa non era loro consentita arrivarono a compiere stragi di inaudita violenza. Oltre a eliminare i maschi adulti uccidevano gli anziani. Risparmiavano solo le giovani donne e le bambine, mentre persino i bambini maschi erano massacrati senza pietà. Alcuni antropologi avanzano dubbi rispetto alla veridicità ed estensione di questi comportamenti.
Molti ricercatori si domandano quali fossero gli strumenti utilizzati da queste etnie per i sacrifici, alcuni pensano che usassero coltelli in mw6gselce, teoria ritenuta da molti come priva di fondamento. In effetti nei musei esiste un grande inventario di strumenti per il taglio, fabbricati dalle etnie karibe, costruite in mw6woro, come quelle fabbricate dalla cultura mw7aPijao della Colombia.cite-ref-4[4]
Nel manico recano la figura zoomorfa connessa al cacicco proprietario dell'utensile. Alcuni attrezzi, di grosse dimensioni, erano utilizzati nei sacrifici umani tramite sgozzamento. Lo sgozzamento si realizzava partendo dal basso in alto, con la vittima immobile inginocchiata o in piedi, senza decapitazione. Spesso tramite studi di mw8garcheologia forense nell'area dei Caraibi si sono osservate le tracce lasciate dalla lama nelle prime vertebre cervicali.
Le vittime più frequenti nei sacrifici umani Caribi erano i bambini maschi dei popoli sconfitti. Quando non erano trucidati insieme agli altri, i bimbi venivano presi prigionieri. Dopo alcuni giorni venivano fatti inginocchiare, nudi e immobili, e poi erano sgozzati o strangolati. Altre volte, dopo essere stati denudati, erano colpiti alla testa e poi lasciati morire dissanguati, poco a poco.
Lingua caribe
Sicuramente esiste un'appropriazione delle lingue straniere tra le etnie caribe. L'uso di stranierismi con la frequente appropriazione dei vocaboli, molto comune al giorno d'oggi, nel corso dei secoli è stato potenziato dalla familiarità nata da unioni matrimoniali, le quali hanno consentito un grande intercambio culturale, non escludente la lingua, ma nonostante ciò queste famiglie hanno mantenuto una riserva di vocaboli di grande antichità, che spesso si è stimato (e calcolato per deriva fonetica) appartenenti a una lingua ipotizzata come mw-qpaleoamericano (o paleoindio) antica da 5.000 a 8.000 anni, caratterizzata dalle oronimie peculiari mw-gIma, mw-wGua e mwaqaAna.
Le mwaqilingue caribe formano una mwaqmfamiglia linguistica che attualmente comprende circa 30 lingue derivate dal "proto-caribe". La stima di antichità del proto-caribe lo colloca a circa 3.700 anni fa. Questa famiglia è una delle maggiori dell'America se ci atteniamo alla sua estensione geografica all'arrivo di mwaqqCristoforo Colombo. Alcuni autori raggruppano distintamente queste e altre lingue dentro una famiglia più ampia che chiamano Yê-tupí-caribe, basandosi su alcune evidenze indirette, ma questa parentela è ancora oggetto di indagine.
Fonologia
L'inventario consonantico di una lingua amazzonica può giungere ad avere i fonemi descritti della seguente tavola:
| | labiale | alveolare | palatale | velare | gutturale |
|---|---|---|---|---|---|
| occlusiva sorda | p | t | | k, (kʷ) | (ʔ) |
| occlusiva sonora | (b) | (d) | | (ɡ) | |
| occlusiva palatale | pʲ | | | kʲ | |
| affricata | | | (t͡ʃ, d͡ʒ) | | |
| fricativa sorda | (ɸ) | s | ʃ | (x) | h |
| fricativa sonora | (β) | (z) | (ʒ) | | |
| nasale | m | n | ɲ | | |
| sonorante | w | ɾ, (l) | j, (ɹ) | | |
I fonemi senza parentesi si riscontrano in tutte le lingue caribe, i fonemi tra parentesi son presenti soltanto in alcune di queste lingue.
La mwaxqformula sillabica è più complessa rispetto a quella che si osserva in altre famiglie delle lingue amazzoniche: (C)(C)V(V)(C).
Morfologia della lingua caribe
Molte tra le lingue caribe hanno un interessante sistema per designare il soggetto e complemento del verbo che presenta ergatività scissa. Solitamente le forme in prima e seconda persona vengono designate mediante un sistema tipicamente mwaxgnominativo-accusativo quando sono agenti e con un sistema tipicamente ergativo quando sono passivi. In alcune lingue i fattori che decidono quando si utilizza una designazione di tipo accusativa o ergativa dipendono dal mwaxktempo verbale.
Le radici verbali vengono modulate da prefissi o suffissi; ad esempio, il prefisso mwaxswos- introduce la nozione di azione reciproca, come negli esempi mwaxwe:ne "vedere", mwax0wos.e:ne "vedersi reciprocamente". Il prefisso mwax4we- e le varianti indicano che l'azione espressa dalla radice non coinvolge seconde o terze persone, come mwax8exke:i "cucinare" (per altri), mwayawoxhe:i "cucinare" (per il proprio consumo). Il suffisso mwaye-potɨ esprime un'azione iterativa, come mwayie:nepotɨ "andar vedendo" mentre il suffisso mwaym-kepɨ indica l'interruzione dell'azione, come nella forma mwayqene:kepɨ "non vedere più".
Esempi di suffissi sono mwayypa:to 'al lato di', mwaycta 'in', mwayguwa:po 'vai', comr mwaykyu:wa:po "davanti a me", mwayoayu:wa:po "davanti a te".
La numerazione dal 1º al 10 è la seguente: mwaywōwibß (carijona: te'nyi, yukpa: ɨkúma), ōko (carijona: saka'narI, yukpa:kósa), ōruwa, o:kopaime, aiyato:ne, o:winduwo:pɨima, o:kotueo:oIima, o:ruwatuwo: pɨima, o:winapo: sikɨrɨ, aiyapato:ro.
Lessico spagnolo proveniente dalla lingua caribe
Dalle lingue caribe sono stati trasferiti allo spagnolo (specialmente al castigliano parlato in Colombia e del mwazaVenezuela) vari termini (mwazeamericanismos), passati successivamente ad altre lingue: mwazimwazmAjì, mwazqbalaca bahareque, mwazcmwazgbarbacoa, mwazkmwazoboga, mwazsmwazwcabuya, mwaz0mwaz4cacique, mwaz8caney, mwaaamwaaecanìbal, mwaaimwaamcanoa, mwaaqmwaauchicha, mwaayfotuto, mwaagmwaakguaca, mwaaomwaashuracán, mwaawmwaa0iguana, mwaa4mwaa8maiz, mwabamwabemanati, mwabimwabmmaracas, mwabqpiragua, mwabymwabcpisca, mwabgmwabktabaco.
L'arrivo degli spagnoli/portoghesi
«I Caribe, soprattutto verso la fine del
XV secolo
e inizi del
XVI
, si trovavano in una fase di piena espansione territoriale, all'estremo che i conquistatori spagnoli e quelli di altre nazionalità europee descrissero la supposta "ferocia" degli indigeni Caribe, che navigavano in modo organizzato nelle loro canoe "curiaras", armati e disposti ad affrontare in modo violento ogni estraneo che invadesse i loro territori oppure, scesi a terra, lottavano in feroci corpo a corpo con chiunque gli si opponesse. Attorno al loro coraggio, si formarono numerosi miti e venivano considerati non soltanto "selvaggi" come il resto degli indigeni, bensì antropofagi sempiterni»
(Domingo Sánchez P.)
«Gli europei attribuivano ai Caribe ogni genere di malefatte e atrocità per far diventare un fatto naturale che i conquistadores avessero il diritto sulle vite e proprietà degli indigeni, nel nome dei re di Spagna e della cristianità, convinzione che fece perpetrare loro un autentico genocidio ovunque passavano e calpestavano»
(Domingo Sánchez P.cite-ref-5[5].)
I caribe, come classe navigante del mwaciMare dei Caraibi e dei fiumi e dominatori delle altre etnie stanziali vennero rapidamente spiazzati dai mwacmmwacqconquistadores e in seguito sono stati sterminati quasi totalmente durante il periodo coloniale (mwacuPijao). Nonostante questo sono stati capaci di conservare alcune isole, come mwacySaint Vicent, mwaccDominica, mwacgSanta Lucia e mwackTrinidad. I caribe di pelle nera (mwacogarifuna) di Saint Vicent che si erano mwacsmeticciati con gli schiavi neri di un naufragio vennero deportati nel mwacw1795 all'isola mwac0Roatán dell'mwac4Honduras, dove i loro discendenti, i mwac8garífuna, sono ancora presenti al giorno d'oggi. I britannici percepirono una minore ostilità nei caribi di Saint Vicent e permisero loro di rimanere nell'isola. La fiera resistenza dei caribe rallentò l'insediamento degli europei nell'isola di Dominica e le comunità Caribe che rimanevano in Saint Vicent e Dominica conservarono un discreto grado di autonomia nel mwadaXIX secolo. Attualmente in Dominica ci sono circa 3000 caribe, anche se non rimane alcun indigeno che conosca la lingua originale (la lingua dei caribi venne dichiarata estinta nel mwade1920).
Alcuni famosi cacicchi dell'etnia Karib
• Indio mwaduGuaicaipuro, mwadycacicco "capo dei capi", della tribù Teques, che combatté nel XVI secolo contro gli Spagnoli del mwadgmwadkconquistador mwadoDiego de Losada. Guaicaipuro morì in uno scontro con i conquistadores, che ne sezionarono il cadavere.
• Indio Mara, forse mitico, che si oppose alla colonizzazione spagnola. Forse il suo nome è alla radice del nome della città di mwad0Maracaibo.
Note
cite-note-11. ↑ Rodriges, 2000, pp. 95-104.
cite-note-22. ↑ Daniel Garrison Brinton mwaesThe American race, 2009
cite-note-33. ↑ mwae8American Library, mwafamwafeCronicas de Indias, su mwafiarchive.org. mwafmURL consultato il 2009.
cite-note-44. ↑ Museo del Oro Colombia: mwafcHerramientas para el corte Pijao y pectoral "Cultura Tolima" mwafgArchiviatomwafk il 5 settembre 2012 in mwafoInternet Archivemwafs. (Ambigues, 2009)
cite-note-55. ↑ Domingo Sánchez P. mwagamwageEl Concepto del Tiempo en las Etnias Caribe de Venezuela mwagiArchiviato il 6 febbraio 2009 in mwagmInternet Archive. (2000)
Bibliografia
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• mwagw(ES) Fernando Savater, Etica para amador, Serie Apeiron “ Invitación a la filosofía” Editorial Ariel, 1991.
• Desmond C. Derbyshire & G. K. Pullum, 1991:mwag4Handbook of Amazonian Languages, ISBN 978-0-89925-813-3
• Dixon, R.M.W, 1999, mwaheAmazonian Languages, ISBN 978-0-521-57021-3.
• Rodrigues A. D., 2000, "‘Ge-Pano-Carib’ X ‘Jê-Tupí-Karib’: sobre relaciones lingüísticas prehistóricas en Sudamérica", in L. Miranda (ed.), mwahqActas del I Congreso de Lenguas Indígenas de Sudamérica, Tome I, Lima, Universidad Ricardo Palma, Facultad de lenguas modernas, p.mwahu 95-104.
• Gordon, Raymond G., Jr. (ed.), 2005. mwahcmwahgEthnologue: Languages of the World, Fifteenth edition. Dallas, Tex.: SIL International.
Voci correlate
• mwahwAmerindio
• mwah4Arawak
• mwaiiCiviltà precolombiane
• mwaiyGalibi
• mwaigMare dei Caraibi
• mwaiwPopoli indigeni del Brasile
• mwai4Spagnolo del Venezuela
• mwajaWayuu
• mwajiYukpa
• mwajqZambo
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-storiacaribi, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itKarib, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Carib, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Caribe, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.